Blog di Rocco Biondi

roccobiondi@iol.it

 


Sabato 14 giugno 2003

 

VOTO SI PER DIRE NO - IO SOGNO CHE IL QUORUM VENGA RAGGIUNTO

Nel referendum del 15 e 16 giugno io voto SI, per dire NO al governo Berlusconi che sta portando l’Italia allo sfacelo, per dire NO all’attacco ai diritti dei lavoratori, per dire NO alle divisioni nella sinistra. Sono totalmente d’accordo con quanto scrive Antonio Tabucchi sull’Unità di oggi 14 giugno 2003. Io ho sempre apprezzato molto gli interventi di Tabucchi sull’Unità. E’ uno che dice pane al pane e vino al vino. Anche se lui stesso riconosce che gli viene facile dire quello che pensa, perché non ricopre specifiche cariche politiche ed essendo un semplice cittadino senza responsabilità di strategie politiche. In qualche modo quindi i politici di sinistra sono giustificati per la gran confusione che stanno creando sul voto nel referendum sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma io dico che i miei rappresentanti politici di sinistra, con le loro bilancine di falsa precisione, non sempre riescono a pesare bene la realtà dei fatti quotidiani. Non è un bel vedere le due intere pagine pubblicitarie sull’Unità di oggi che invitano a non andare a votare per il referendum, controbilanciate dai due riquadri di prima pagina, uno in testa e l’altro basso, che invitano a votare SI. Taglio molteplici altre riflessioni che mi vengono in mente e concludo con un mio sogno. Talvolta quando non c’è più niente da fare, bisogna rassegnarsi a credere nei miracoli. Io sogno che il quorum venga raggiunto e che vinca il SI.

Rocco Biondi

 


Giovedì 13 giugno 2003

 

BRAVISSIMO ALFREDO PIERONI

Bravissimo Alfredo Pieroni. Ho letto il tuo articolo sull'Unità del 12 giugno 2003. Il coraggio non ti manca. Ci vorrebbero tanti altri giornalisti come te, oltre a quelli che ci sono (pochi o molti?).

Rocco Biondi

(Questa mia breve considerazione, sull'articolo "I tormenti di Via Solferino" di Alfredo Pieroni apparso sull'Unità del 12 giugno 2003, è stata pubblicata sull'Unità del 13 giugno 2003 alla pag. 30)

 


Giovedì 12 giugno 2003

 

Corriere della Sera

I TORMENTI DI VIA SOLFERINO
di Alfredo Pieroni
 


Mercoledì 2 aprile 2003

 

NOI AMERICANI VIVIAMO NELL’INFAMIA

Oggi siamo noi, gli americani, a vivere nell'infamia. L'ondata mondiale di simpatia che ha circondato gli Stati Uniti dopo l’11 settembre ha ceduto il passo a un'ondata mondiale di odio verso la nostra arroganza e il nostro militarismo. I sondaggi d'opinione nei paesi amici considerano George W. Bush una minaccia peggiore per la pace di Saddam Hussein. Le manifestazioni che si susseguono ogni giorno nel mondo, invece di denunciare le atrocità del presidente iracheno, attaccano gli Usa.

Secondo le inchieste, una maggioranza di americani, male informati, ritiene che Saddam abbia qualcosa a che fare con gli attentati di New York e contro il Pentagono e con la conseguente uccisione di quasi 3.000 innocenti. Saddam è una splendida figura di cattivo ma non ha nulla a che vedere con l’11 settembre. Molti americani, forse la maggioranza, credono che la guerra in Iraq sarà un colpo contro il terrorismo internazionale. Tuttavia, le prove raccolte nella regione mostrano chiaramente che servirà a facilitare il reclutamento di nuovi membri di Al Qaeda e di altre bande assassine.

Arthur Schlesinger Jr., in "l'Unità" del 02.04.2003, pag. 31

 


 

IL PAPA E LA PACE - ALLA RADIO

 

http://www.radio.rai.it/grr/tema/el_notizie.cfm?Tematica=8

 


Lunedì 31 marzo 2003

 

PENSIERI IN LIBERTA' (MA NON TANTO) CONTRO LA GUERRA

Terrorismo

Bush ha giustificato la sua guerra preventiva contro Saddam affermando che bisognava colpire ed annientare il terrorismo internazionale, che si annidava anche in Iraq. Ma con quali mezzi l'America democratica e campione di libertà sta attaccando l'Iraq dittatoriale e campione di assolutismo e totalitarismo? Con altro terrorismo, forse peggiore di quello che vuole combattere. E lo fa con assoluta consapevolezza; "colpisci e terrorizza" infatti è il nome che gli americani hanno dato alla loro guerra contro gli irakeni.

Civili ed incivili

Le convenzioni internazionali vietano di bombardare ed ammazzare i civili. Ma gli incivili chi sono: Saddam e Bush?, i ministri di Saddam e di Bush? i soldati irakeni e i soldati americani? E le bombe (intelligenti per quanto si vuole) come fanno a distinguere i civili dagli incivili?

Dio

Il Papa invoca il suo Dio affinché riporti la pace sulla terra. Bush prega ogni mattina il suo Dio affinché lo assista e gli faccia vincere la guerra. Ma chi è il vero Dio? Il Dio della pace o il dio della guerra?

Affari sporchi

Si dice che Bush stia pagando il conto alle compagnie petrolifere ed ai fabbricanti di armi, che gli hanno fatto vincere le elezioni. E non solo. I magazzini vanno svuotati, altrimenti il ciclo di produzione s'inceppa. Le bombe hanno una data di scadenza, come il cibo. E allora gli americani hanno deciso che gli irakeni potevano essere dei buoni consumatori.

Rocco Biondi

 


Martedì 25 marzo 2003

 

LA NOTTE DEGLI OSCAR E LA PACE

MOORE: «BUSH PRESIDENTE FITTIZIO» - Standing ovation per la vittoria di «Bowling for Columbine», documentario che stigmatizza la diffusione dell'uso delle armi negli Usa, diretto da Michael Moore . Applausi scroscianti per il regista prima del ritiro del premio. Moore si è scatenato dal palco contro la politica di Bush. «A nome anche di tutti gli altri candidati a questo premio - ha detto Moore - siccome ci piace la realtá, vorrei dire che purtroppo viviamo in tempi fittizi, in momenti in cui c'è un presidente fittizio che viene eletto in modo fittizio, un uomo che ci manda e ci porta in guerra per ragioni fittizie. Se la realtá è fittizia, noi siamo contrari a questa guerra. Vergogna, vergogna - ha urlato Moore - anche il Papa è contro, Bush sei finito!».

Corriere della sera.it

 


Martedì 18 marzo 2003

Nel forum di Amici-Saranno Famosi ho travata una bella poesia contro la guerra, che mi piace riportare qui

 

NON PUGNALIAMO LA PACE...

 

NON DIVORATE LA PACE
NON RISPONDETE ALLE MONTAGNE DI MORTI
CON ALTRE MONTAGNE DI MORTI.
SPEGNETE LA FAME NELLO SGUARDO DI MILIONI DI BAMBINI
ACCENDETE IL SORRISO SULLA TERRA DI PALESTINA
ACCENDETE IL CANTO.
NON PUGNALATE
NON PUGNALATE LA PACE ALLE SPALLE.
TOGLIETE IL CAPPIO DI SOLITUDINE
AL POPOLO IRAKENO
AL POPOLO CUBANO.
ABBATTETE LA NOTTE AGGHIACCIANTE
PROFONDA
IN CUI VAGANO MILIONI DI CREATURE.
NON RISPONDETE,
NON RISPONDETE AI MORTI
CON INFINITI ROGHI DI ALTRE VITE.
MORDETEVI LE LABBRA FORTE
MORDETEVI FORTE IL CUORE.
NON INNEGGIATE ALLA GUERRA.
NON INNEGGIATE ALLA GUERRA.
PACE..PACE...PACE...QST E' LA VITA VERA...

 

Cardillokomio

 


Domenica 16 marzo 2003

 

NON E' MAI TROPPO TARDI PER LA PACE

I prossimi giorni saranno decisivi per gli esiti della crisi irakena. Preghiamo, perciò, il Signore perché ispiri a tutte le Parti in causa coraggio e lungimiranza.

Certo, i Responsabili politici di Baghdad hanno l'urgente dovere di collaborare pienamente con la comunità internazionale, per eliminare ogni motivo d'intervento armato. A loro è rivolto il mio pressante appello: le sorti dei loro concittadini abbiano sempre la priorità!

Ma vorrei pure ricordare ai Paesi membri delle Nazioni Unite, ed in particolare a quelli che compongono il Consiglio di Sicurezza, che l’uso della forza rappresenta l'ultimo ricorso, dopo aver esaurito ogni altra soluzione pacifica, secondo i ben noti principi della stessa Carta dell’ONU.

Ecco perché - di fronte alle tremende conseguenze che un'operazione militare internazionale avrebbe per le popolazioni dell’Iraq e per l'equilibrio dell’intera regione del Medio Oriente, già tanto provata, nonché per gli estremismi che potrebbero derivarne - dico a tutti: c’è ancora tempo per negoziare; c'è ancora spazio per la pace; non è mai troppo tardi per comprendersi e per continuare a trattare.

Giovanni Paolo II , Angelus

 


Domenica 9 marzo 2003

 

“ASSOCIAZIONE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE PER UN DOMANI DI PACE” CONTRO LA GUERRA ALL’IRAQ

Valerie Lucznikowska, una delle fondatrici dell’Associazione, spiega le ragioni del “no” alla guerra preventiva di Bush.

«Non è in nome dei nostri cari morti l'11 settembre che il presidente Bush potrà giustificare la guerra all’Iraq».

«Ognuno di noi ha lasciato una parte di sé, della propria vita sotto le macerie delle Torri Gemelle o sugli aerei dirottati dai terroristi. Da quel giorno abbiamo cercato, insieme, di trasformare quel dolore in energia positiva per contribuire a spezzare il ciclo di violenza. Ed è per questo che oggi la nostra associazione è decisamente schierata contro la guerra all’Iraq».

Valerie Lucznikowska, in "l’Unità" del 09.03.2003, pag. 2

 


Mercoledì 5 marzo 2003

UN DIGIUNO CONTRO LA GUERRA
Il cristianesimo vuole sottrarre il digiuno ad ogni ritualità esteriore per ricondurlo al suo significato più interiore e profondo. Ma ecco che Giovanni Paolo II, di fronte alla minaccia incombente della guerra, chiede un digiuno visibile, proclamato e corale, che coinvolga i credenti di ogni fede e tutti gli uomini di buona volontà.
Anche nella tradizione dei pensiero laico il digiuno è diventato strumento non violento di denuncia e di protesta.
Ma può un digiuno fermare la guerra?

Per tutti, credenti e non credenti, questo gesto corale proposto dal Papa è una sfida alle logiche degli interessi, della forza e della violenza.

Digiunare per libera scelta, quando tanta parte dell'umanità rischia la morte per fame, è chiamarsi in causa, è definirsi corresponsabili; è riconoscere una condizione di ingiustizia rifiutando che un mondo ricco e assediato possa difendere con la forza il suo privilegio; che possa usare per sé solo le risorse del pianeta negando la solidarietà verso i popoli del sottosviluppo e le generazioni future.
Il Papa condanna il terrorismo insieme alla guerra, rifiuta la violenza di ogni parte.

Il suo appello al digiuno e alla penitenza non è contro gli Stati Uniti, non è antiamericano, ma è contro una dottrina che presume, in nome della forza, una investitura a erigersi giudice del bene e del male.
Pietro  Scoppola, in "la Repubblica" del 05-03-2003, pag. 1

 


Mercoledì 5 marzo 2003

 

IL DIGIUNO E LA PACE

L'invito alla preghiera  e al digiuno rivolto dal papa Giovanni Paolo II ha ottenuto una risposta straordinaria. In tutto il mondo, cattolici, esponenti di tutte le religioni e laici senza nessuna fede hanno aderito all'appello del pontefice di digiunare per dire no alla guerra in Iraq.

In Piazza San Pietro oggi ci saranno, attorno al grande drappo di 150 mq. con i colori della pace, le più diverse sigle del pacifismo italiano: Legambiente, Focsiv, Peacelink, Manitese, Cipsi, Arci, Pax Christi, Cgil, Fiom, Cisl, Ics, Banca Etica, Fivol, ecc.

Tantissime sono le personalità italiane, di ogni orientamento politico, che aderiscono al digiuno: Massimo D'Alema, Piero Fassino, Savino Pezzotta, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Enrico Boselli, Massimo Cacciari, Fausto Bertinotti, Pierluigi Castagnetti, Armando Rizzo, Alfonso Pecoraro Scanio, Ignazio La Russa, Gustavo Selva, Luigi Ramponi, Publio Fiori, Gianni Alemanno, Marco Follini, Alberto Michelini, Sandro Bondi, Carlo Taormina, Roberto Formigoni, Salvatore Cuffaro, Gariele Albertini, Enrico La Loggia, Francesco Speroni, Pier Ferdinando Casini, Rocco Buttiglione, ecc.

Hanno aderito anche i presidenti delle regioni Toscana, Marche, Umbria, Basilicata, Campania.

Ha aderito anche l'associazione Aprile.

Non hanno aderito all'invito del Papa i Radicali, che digiunano per qualsiasi cavolata, ma forse per loro la pace è meno di una cavolata. Bella coerenza e serietà.

Altri personaggi politici e grossi giornalisti (almeno come stazza) hanno perso l'occasione di stare zitti ed hanno irriso l'iniziativa del papa. La madre dei cretini è sempre incinta.

Anche io ho aderito al digiuno in nome del Papa e della pace.

Rocco Biondi

 


Domenica 2 marzo 2003

 

Ciao Anna,
forse sulla guerra che Bush vuole scatenare contro l'Iraq abbiamo opinioni diverse.
Ma io non solo mi sento americano per solidarietà ai morti innocenti dell'11 settembre, mi sento anche irakeno per i tanti innocenti massacrati da Saddam tra i suoi stessi concittadini, mi sento israeliano per i morti innocenti per mano delle bombe umane palestinesi, mi sento palestinese per i morti innocenti ad opera dei raid aerei israeliani, mi sento dalla parte dei bambini che muoiono di fame a causa degli embarghi di medicinali e viveri, mi sento dalla parte di tutti i morti di tutte le guerre attualmente in atto nel mondo.
Sono contro tutte le guerre, da chiunque e dovunque vengano fatte. Io non sono pessimista e non potrò mai accettare che non si possa fare niente per fermare le guerre. Sarà un'utopia: ma io credo che la pace è possibile.
Oggi ho esposto la bandiera della pace al balcone di casa mia.
Rocco Biondi

 


Sabato 1° marzo 2003

 

LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA

Non sono un esperto di armi e di guerre, ma mi chiedo: le armi di distruzione di massa sono possedute solo dall'Iraq o anche dagli Stati Uniti, solo da Saddam o anche da Bush? E perché devono essere distrutte solo dall'Iraq e non anche dagli Stati Uniti d'America?

Rocco Biondi

 


Venerdì 28 febbraio 2003

 

PRESENTATO IL DOSSIER DI NTC SULLA PENA DI MORTE (E NON SOLO) IN IRAQ

“L’Associazione ha ritenuto utile rendere pubblica la parte sull’Iraq perchè non manchi al dibattito in corso sulla crisi irachena la conoscenza anche della situazione sui diritti umani in quel paese, a partire da quella gravissima sulla pena di morte” ha detto Sergio D’Elia, segretario di NTC.
Alla conferenza stampa di presentazione del dossier sono intervenuti Margherita Boniver, Sottosegretaria agli Affari Esteri, Enrico Pianetta, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato italiano, Marco Pannella, promotore della campagna “Iraq Libero”, il Senatore Natale D’Amico, l’onorevole Antonio Maccanico e la curatrice del Rapporto Elisabetta Zamparutti.
Nel corso dei 25 anni di regime di Saddam Hussein si stima vi siano state almeno 200.000 persone arrestate di cui poi si è persa ogni traccia: a migliaia sono state giustiziate e sepolte in luoghi segreti. Spesso è negato alle famiglie anche il rito funebre.
Il dossier contiene numerosi dettagli sulla repressione del dissenso perseguito con la marchiatura della fronte o l’amputazione di orecchie, mani e lingua; sulle inumane condizioni di detenzione; sulle inaudite crudeltà commesse dal Rais e dai suoi due figli.
Il testo completo del dossier è disponibile sul sito del Partito Radicale Transnazionale, all’indirizzo sotto riportato, dove ti invitiamo a sottoscrivere la proposta di Marco Pannella “Iraq Libero” per l’esilio di Saddam Hussain e l’istituzione di un governo di transizione democratica sotto l’egida dell’ONU.

(Fonte: Nessuno tocchi Caino, 28/02/2003)

 


Giovedì 27 febbraio 2003

 

BERLUSCONI E SOCI: SULLA RAI SIETE USCITI TUTTI PAZZI

Su Il Foglio di Giuliano Ferrara, di proprietà della famiglia Berlusconi, oggi è stato pubblicato un sorprendente editoriale dal titolo: "Sono usciti tutti pazzi". Si parla della tragica sceneggiata sul Consiglio di amministrazione della RAI. Trascrivo alcuni significativi passi:  "Silvio Berlusconi è proprietario dell'azienda televisiva concorrente della Rai e fa oggi di mestiere il presidente del Consiglio, il che lo pone in potenziale e permanente conflitto di interessi fra i due ruoli". "Nella giornata di ieri però, probabilmente su suggerimento del Cav., il presidente uscente della Rai e il suo compagno di sventura hanno inviato una lettera piuttosto irrituale ai presidenti delle Camere: ci dimettiamo solo quando avrete deciso i nuovi nomi. Molto sottile: due amministratori alla vigilia del voto di sfiducia parlamentare dettano le condizioni dell'abbandono alla seconda e alla terza carica dello Stato". "Nel frattempo la maggioranza si è riunita intorno al capo dell'esecutivo e ha stipulato un accordo sui nuovi amministratori, sul nuovo presidente e sul nuovo direttore generale". " I presidenti delle Camere, bellamente sputtanati di fronte a un'opposizione scalpitante, si sono rivoltati e hanno dichiarato nullo l'accordo". "E la festa continua. Sabato avevamo parlato della Rai come di una catastrofe per il governo, ma catastrofe è parola grossa e troppo seriosa per definire un ballo in un manicomio".

Articolo molto edificante ed illuminante. Forse scritto dallo stesso Ferrara.

Rocco Biondi

 


Giovedì 27 febbraio 2003

 

I GIORNALI DI DESTRA E IL PAPA

A leggere i giornali di destra di questi giorni non si capisce bene se considerano il papa Giovanni Paolo II un grandissimo personaggio di levatura mondiale, che si è meritato la stima ed il rispetto da parte di tutti, o un vecchio rincoglionito, che parla al vento.

Rocco Biondi

 


Giovedì 27 febbraio 2003

 

LA BANDIERA DELLA PACE SIMBOLO PRIVATO

È stata vietata l'esposizione della bandiera della pace dagli uffici pubblici e anche dalle scuole. È un fatto assurdo e vergognoso. La bandiera della pace è stata declassata a simbolo privato. Si è scomodato il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per dire che sugli edifici pubblici possono essere esposte esclusivamente le bandiere nazionale ed europea, non quelle straniere e neppure simboli privati. È stato addirittura sancito che l'esposizione sugli edifici pubblici della bandiera della pace (simbolo privato?) determina una violazione sanzionabile ai sensi degli artt. 292 (Vilipendio alla bandiera nazionale) e 323 (Abuso d'ufficio) del Codice Penale. I nostri governanti sono tutti diventati guerrafondai. È stato messo sotto i piedi l'art. 11 della nostra Costituzione, che recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".

Rocco Biondi

 


Mercoledì 26 febbraio 2003

 

MAURIZIO COSTANZO - FA' QUALCOSA DI SINISTRA

Su l'Unità di oggi ho letto, a pag. 26, un articolo di Fulvio Abbate intitolato: "Costanzo - Fa' qualcosa di sinistra", e sottotitolato: "Caro Maurizio, pare che ci sia la resa dei conti in casa Mediaset: Piersilvio ti snobba, il giornaletto di Dell'Utri ti insulta e tu ti offri come mediatore tra Baudo e Sgarbi... dici di essere un progressista, allora mandali a quel paese". Ben detto!

Rocco Biondi

 


Domenica 23 febbraio 2003

 

L'OLOCAUSTO E I SILENZI DEL VATICANO

Oggi in un Cinecircolo di Grottaglie ho visto il film Amen - Il Vicario di Costa-Gavras. I silenzi del Vaticano con il papa Pio XII di fronte allo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti, automaticamente mi hanno portato a fare un confronto con l'attuale papa Giovanni Paolo II che sta cercando di fare di tutto per bloccare la guerra di Bush contro l'Iraq. E mi domando: ma Pio XII aveva in realtà il potere di fare evitare l'olocausto e Giovanni Paolo II ha veramente la forza morale di fermare la guerra contro l'Iraq? O diamo (o meglio speriamo di dare) al Vaticano un potere (una forza) che non ha?

Rocco Biondi

 


Sabato 22 febbraio 2003

 

BISOGNA CONSUMARE LE ARMI, PER FABBRICARNE DELLE ALTRE

Ma, come diceva Josif Brodskij sui corsi e ricorsi della Storia, anche la Storia, al pari degli uomini, non ha poi tante scelte. E tante scelte non pare averle neanche George W. Bush, incalzato dalle compagnie petrolifere e dalle poderose fabbriche di armi che l'hanno sostenuto in campagna elettorale e che in questi ultimi anni hanno fabbricato tonnellate e tonnellate di ordigni. I magazzini vanno svuotati, altrimenti il ciclo di produzione si inceppa. Le bombe, al pari dello yogurt, hanno una data di scadenza, e la società dei consumi esige che vengano consumate, e come consumatori gli americani hanno scelto il popolo iracheno. Per ora, perché forse consumeremo tutti lo stesso prodotto, dato che anche il dittatore comunista della Corea del Nord ha dei prodotti che desidera far consumare, e perfino il Pakistan, filoamericano a forza, ma in realtà percorso da ventate di fondamentalismo islamico che il generale di turno insediato da Washington cerca di tenere a freno, ha le sue bombe atomiche da spacciare. L'Uranio, si sa, è un elemento impaziente.
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NOI AMIAMO L'AMERICA

E' questa l'America che la «Vecchia Europa» ama: la voce di tutti coloro che hanno messo in guardia l'America dalla sua grandezza, e che per questo l'hanno fatta grande altrimenti. È l'America della Long Island che accoglieva gli emigranti provenienti da un'Europa che non riusciva più a sfamarli, e che li accoglieva mettendo in pratica gli ideali di uguaglianza che la «Vecchia Europa» aveva inventato ma che non sapeva mettere in pratica; l'America degli uomini che vennero in Spagna a combattere il franchismo; l'America che scese in guerra contro il nazi-fascismo spuntandola sull'altra poderosa America, quella reazionaria che guardava con simpatia a Hitler e Mussolini. Il missilistico presidente texano non ha capito che, comunque sia, la «Vecchia Europa» ama l'America di Hemingway, di Salinger, di Joseph Heller, di Noam Chomsky, di Susan Sontag, di Woody Allen, di Oliver Stone, di Sidney Pollack, di Robert Redford, di Sean Penn, del New York Times, del Watergate, del Premio Pulitzer, di Bob Dylan, di Joan Baez, di Louis Armstrong, di Chet Baker, di Pollock, di Hopper, di Richard Avedon - ma la lista sarebbe infinita: quell'America che George W. Bush detesta, che appartiene all'Europa e al mondo e nella quale ci sentiamo tutti arnericani. Questa è l'America della civiltà. La «nuova civiltà» a cui pensano George W. Bush, la petroliera Condoleezza Rice, il disco rotto Colin Powel, il mitragliere Rumsfeld, gli oscuri personaggi che lavorano nei sotterranei della Cia, questo «nuovo» non è altro che un vecchio arnese degno di «revenants», di zombie ritornati in circolazione.

Antonio Tabucchi, in "I quaderni di MicroMega", supplemento al n. 1/2003, pagg. 10, 14

 


Sabato 22 febbraio 2003

 

LA GUERRA E LA DISPERAZIONE DEI POVERI

Alla follia di chi uccide inermi per sostenere le sue tesi non si deve rispondere con analoga follia, uccidendo con la guerra un numero ancora maggiore di inermi. E non bisogna mai scordare o rimuovere che la disperazione dei poveri del mondo non è solo il prodotto di privazioni materiali, ma spessissimo è anche data dalla negazione di diritti elementari, quelli che assicurano dignità alla persona.
Sergio Cofferati, in "I quaderni di MicroMega", supplemento al n. 1/2003, pagg. 2-3

 


Sabato 22 febbraio 2003

 

LA PACE E LA DEMOCRAZIA GLOBALE

La giornata di sabato 15 febbraio ha inaugurato l'epoca della democrazia globale. Centodieci milioni di cittadini, in ogni parte del mondo, si sono dati la staffetta - fuso orario dopo fuso orario - in una gigantesca manifestazione di passione civile, di politica costruita e vissuta in prima persona. Il mondo non sarà mai più lo stesso. La globalizzazione non sarà mai più la stessa. Sulla scena, ormai, c'è una nuova multinazionale: la multinazionale delle libertà, dei diritti eguali per tutti, della pace necessaria e possibile.
Sabato 15 febbraio è stato il giorno della pace, innanzitutto. Senza se e senza ma, contro la guerra privata di George W Bush. Per impedire che il popolo iracheno, già violentato da una dittatura orrenda, debba pagare un nuovo prezzo di sangue - di bambini e di donne, di vecchi e comunque di «civili» - con i massacri di massa per bomba americana.

Paolo Flores d'Arcais, in "I quaderni di MicroMega", supplemento al n. 1/2003, pag. 1

 


Sabato 22 febbraio 2003

 

INTRODUZIONE

(Inizialmente il Blog era inserito nella pagina dedicata al mio compaesano Leonardo Fumarola, ballerino di Saranno Famosi - prima edizione)

Stiamo vivendo un periodo della storia in cui è impossibile essere neutrali. Siamo tutti chiamati a schierarci: o per la pace o per la guerra. Le conseguenze dell'una o dell'altra si faranno sentire su tutti e su ciascuno di noi. Non è possibile essere spettatori disinteressati. L'11 settembre 2001, il terrorismo ha colpito pesantemente gli Stati Uniti d'America ed ha cambiato la storia di quella nazione. La risposta non può essere la guerra preventiva contro il popolo irakeno, come vuole il presidente Bush. Primo perché non è assolutamente provato che i terroristi appartenessero a quel popolo e secondo perché il terrorismo non si combatte con altro terrorismo.

Potrebbe sembrare che queste tematiche siano estranee o c'entrino poco con un sito su di un personaggio dello spettacolo che noi amiamo ed apprezziamo tanto. Ma io credo che nella vita non possano esserci compartimenti stagno che escludano il nostro essere uomini e donne, che vivono in una società che ci coinvolge completamente. O almeno così è per me.

Questa sezione quindi vorrà essere una specie di Blog, dove raccoglierò riflessioni mie o di altri che sento come mie (generalmente provenienti da letture); e non solo sulla pace e sulla guerra, ma su ogni argomento che susciti il mio interesse.

Rocco Biondi